- Cos'è la mediazione tributaria
- Quando è obbligatoria la mediazione tributaria
- A cosa serve la mediazione tributaria
- Come si presenta l’istanza di mediazione
- Documenti utili
- Perché scegliere la mediazione
- Conclusione: una strada utile per risolvere le controversie con il Fisco
Cos'è la mediazione tributaria
La mediazione tributaria è uno strumento previsto dall’ordinamento italiano che consente al contribuente di risolvere in via stragiudiziale le controversie con l’Agenzia delle Entrate, evitando un lungo e costoso contenzioso davanti al giudice tributario. Introdotta per favorire il dialogo tra Fisco e contribuente, la mediazione permette di trovare un accordo vantaggioso, nel rispetto della legge, attraverso un confronto diretto e regolamentato con l’Amministrazione finanziaria.
Quando è obbligatoria la mediazione tributaria
La mediazione tributaria è obbligatoria quando:
- Si intende impugnare un atto dell’Agenzia delle Entrate (es. avviso di accertamento, liquidazione, irrogazione di sanzioni);
- L’importo del tributo, comprensivo di sanzioni e interessi, non supera i 50.000 euro;
- L’atto impugnato è stato notificato dopo il 1° gennaio 2018 (data di estensione della misura).
A cosa serve la mediazione tributaria
Attraverso la mediazione è possibile:
- Ottenere una riduzione dell’importo dovuto (spesso fino al 40-50%);
- Evitare cause giudiziarie lunghe e dispendiose;
- Sospendere i termini per il pagamento durante l’esame dell’istanza;
- Raggiungere un accordo più favorevole rispetto al pagamento integrale;
- Trovare soluzioni rateizzate e personalizzate.
Come si presenta l’istanza di mediazione
Il contribuente deve:
- Presentare un ricorso-istanza di mediazione entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato;
- Indicare gli elementi di fatto e di diritto a sostegno delle proprie ragioni;
- Depositare l’istanza presso la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso l’atto.
Entro 90 giorni l’Agenzia può:
- Accogliere integralmente la richiesta;
- Proporre un accordo transattivo;
- Rigettare l’istanza (in tal caso, il ricorso prosegue davanti alla Corte di Giustizia Tributaria).
Documenti utili
Per gestire la procedura servono:
- Copia dell’atto impugnato;
- Documentazione contabile e fiscale a supporto (es. fatture, CU, dichiarazioni);
- ISEE o altra documentazione reddituale (in caso di richiesta di riduzione);
- Lettera di incarico e delega (se assistiti da un intermediario o CAF);
- Copia della ricevuta di notifica.
Perché scegliere la mediazione
La mediazione è una via più veloce, meno onerosa e più flessibile rispetto a un giudizio tributario. Offre al contribuente la possibilità di far valere le proprie ragioni e ottenere un risultato equo, evitando sanzioni più pesanti e ulteriori spese.
Conclusione: una strada utile per risolvere le controversie con il Fisco
La mediazione tributaria è una risorsa preziosa per evitare lunghi contenziosi e trovare soluzioni fiscali più sostenibili. Affidati a Previdenza e Fisco per essere guidato da esperti in ogni fase della procedura e tutelare i tuoi diritti in modo efficace e tempestivo.
Cos’è la mediazione tributaria
La mediazione tributaria è uno strumento previsto dall’ordinamento italiano che consente al contribuente di risolvere in via stragiudiziale le controversie con l’Agenzia delle Entrate, evitando un lungo e costoso contenzioso davanti al giudice tributario.
Introdotta per favorire il dialogo tra Fisco e contribuente, la mediazione permette di trovare un accordo vantaggioso, nel rispetto della legge, attraverso un confronto diretto e regolamentato con l’Amministrazione finanziaria.
Noi di Previdenza e Fisco, offriamo assistenza completa nella predisposizione dell’istanza e nella gestione di ogni fase della procedura.
Quando è obbligatoria la mediazione tributaria
La mediazione tributaria è obbligatoria quando:
- Si intende impugnare un atto dell’Agenzia delle Entrate (es. avviso di accertamento, liquidazione, irrogazione di sanzioni);
- L’importo del tributo, comprensivo di sanzioni e interessi, non supera i 50.000 euro;
- L’atto impugnato è stato notificato dopo il 1° gennaio 2018 (data di estensione della misura).
A cosa serve la mediazione tributaria
Attraverso la mediazione è possibile:
- Ottenere una riduzione dell’importo dovuto (spesso fino al 40-50%);
- Evitare cause giudiziarie lunghe e dispendiose;
- Sospendere i termini per il pagamento durante l’esame dell’istanza;
- Raggiungere un accordo più favorevole rispetto al pagamento integrale;
- Trovare soluzioni rateizzate e personalizzate.
Come si presenta l’istanza di mediazione
Il contribuente deve:
- Presentare un ricorso-istanza di mediazione entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato;
- Indicare gli elementi di fatto e di diritto a sostegno delle proprie ragioni;
- Depositare l’istanza presso la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso l’atto.
Entro 90 giorni l’Agenzia può:
- Accogliere integralmente la richiesta;
- Proporre un accordo transattivo;
- Rigettare l’istanza (in tal caso, il ricorso prosegue davanti alla Corte di Giustizia Tributaria).
Documenti utili
Per gestire la procedura servono:
- Copia dell’atto impugnato;
- Documentazione contabile e fiscale a supporto (es. fatture, CU, dichiarazioni);
- ISEE o altra documentazione reddituale (in caso di richiesta di riduzione);
- Lettera di incarico e delega (se assistiti da un intermediario o CAF);
- Copia della ricevuta di notifica.
Perché scegliere la mediazione
La mediazione è una via più veloce, meno onerosa e più flessibile rispetto a un giudizio tributario. Offre al contribuente la possibilità di far valere le proprie ragioni e ottenere un risultato equo, evitando sanzioni più pesanti e ulteriori spese.
Conclusione: una strada utile per risolvere le controversie con il Fisco
La mediazione tributaria è una risorsa preziosa per evitare lunghi contenziosi e trovare soluzioni fiscali più sostenibili.
Affidati a Previdenza e Fisco per essere guidato da esperti in ogni fase della procedura e tutelare i tuoi diritti in modo efficace e tempestivo.
